2.5 Pescadores, Peixateres e Patronas

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Donne nelle comunità di pescatori di Maiorca (Spagna)

Sebbene la pesca sia considerata come un settore prettamente maschile, essa per lo più dipende dal contributo dato dalle donne. Questa considerazione è valida sia dal punto di vista produttivo, sia da quello relativo alle relazioni sociali all’interno di questa categoria produttiva.

Nelle piccole comunità di pescatori, le donne svolgono un’ampia gamma di compiti legati alla pesca. Prima di tutto, naturalmente le donne pescano. Inoltre, si occupano del trasporto, della pulizia e della vendita del pescato. Sono coinvolte nell’ordinaria manutenzione dei pescherecci e dell’equipaggiamento a bordo. Infine, si preoccupano di trovare l’esca.

Sull’isola di Maiorca, per tutto il XX secolo le donne ricoprirono un ruolo fondamentale nella conservazione della coesione sociale all’interno delle comunità marittime di cui facevano parte. Ad esempio, e per quanto riguarda le attività pescherecce “femminili”, le donne collaboravano nelle operazioni relative alla vendita del pescato stabilendo così tra loro intese relazioni sociali, di cooperazione e di trasferimento della conoscenza. Furono anche capaci di costruire forti legami con persone non appartenenti al proprio gruppo di appartenenza, riducendo così lo stato di marginalizzazione talvolta tipico delle piccole comunità di pescatori.

Inoltre, le donne sono state in grado di creare coesione all’interno delle proprie comunità svolgendo alcune attività lavorative tipicamente maschili. A Maiorca ciò si realizzava quando, ed esempio, le donne collaboravano nel trascinare a secco piccole barche da pesca. Ancora, forme di coesione sociale genderless si rendevano possibili quando le donne pescavano, riparavano le reti o trasportavano il pescato, proprio perché quei compiti venivano svolti da uomini e donne assieme, lavorando fianco a fianco.

Non diversamente da altri simili contesti socio-economici, sull’isola di Maiorca l’importanza del lavoro delle donne nell’ambito della pesca andava ben oltre la mera dimensione produttiva. Le donne erano fondamentali nel mantenere vive le peculiarità sociali e culturali delle comunità di pescatori. Allo stesso tempo, ne erano anche il collegamento con il mondo esterno.

Ariana Domínguez García
University of the Balearic Islands

2.5.a

Ritratto di famiglia

Fig. 2.5.a –Come in altri contesti, la pesca a livello artigianale è un affare di famiglia. Nella foto una famiglia di pescatori di Cala de Sant Vicenç (Port de Pollença) attorno agli anni ’30 del XX secolo.
(Pollença AM, Guillem Bestard Cerdà, 41-10.2410)

2.5.b

Peixateres

A Maiorca durante il XX secolo la vendita del pesce avveniva anche in strada. Gruppi di donne, le peixateres, vendevano il pesce a bordo dei pescherecci o nelle strade. Questo tipo di vendita si caratterizzava per il suo carattere femminile e collettivo.

Fig. 2.5.b.1 – La pescivendola di strada Isabel Martínez, nota come Sa Cubana, mentre vende il pesce nel porto di Andratx negli anni ’80 del XX secolo.
(Andratx AM, CFJCV-44)
Fig. 2.5.b.2 – Un gruppo di pescivendole di strada mentre vendono il pesce nel porto di Pollença negli anni ’50 del XX secolo.
(Arxiu familiar Borràs Alemany)

2.5.c

Donne fianco a fianco

Fig. 2.5.c – Due ragazze mentre riparano delle reti da pesca su una strada di Port de Sóller.
(Arxiu familiar Guillem Casanovas)

2.5.d

Maiorca prima del turismo di massa

A partire dagli anni ’50 del XX secolo, il turismo di massa ha indotto significativi cambiamenti di natura socioeconomica all’interno delle comunità di pescatori di Maiorca. Allo stesso modo, il turismo di massa provocò radicali cambiamenti nel paesaggio marittimo dell’isola.

Video 2.5.d.1 – Nettie McGaving immortalò le abitudini di vita della comunità di pescatori di Pollença. Nel suo documentario ritrasse l’importate ruolo svolto dalle mogli dei pescatori nello scarico a terra e vendita del pescato.
Il video è conservato presso la National Library of Scotland(Reference number: 0133).
Fig. 2.5.d.2 – Il porto di Palma tra i secoli XIX e XX.
(AFCEC, Morello_A_5968)

2.5.e

Lavorando sodo

Fig. 2.5.e – Alcune donne trasportano il pescato scaricato a terra dai pescatori, anni ’30 del XX secolo circa.
(ASIM, Gaspar Rul·lan)

2.5.f

Patronas

A partire dalla seconda metà del XX secolo, le autorità cominciarono a promuovere la vendita del pesce in mercati regolamentati. Questo tipo di vendita era strettamente collegata alle aste ittiche. Le patronas erano le pescivendole che fungevano sia da banditrici d’asta sia da intermediarie tra pescatori e compratori al mercato ittico all’ingrosso (llotja del peix) di Palma.

Fig. 2.5.f.1Patronas che vendono e offrono lotti di pesce al mercato ittico all’ingrosso di Palma durante gli anni ’90 del XX secolo. L’immagine è tratta dal video La llotja del peix.
(ASIM, V-662)
Fig. 2.5.f.2 – Un dipinto raffigurante un’asta al mercato ittico all’ingrosso di Palma.
(Joan Antoni Fuster Valiente, 1941)

2.5.g

Fate un lavoro per la parità di genere, non la guerra (dei sessi)!

Fig. 2.5.g – Donne e uomini che scaricano assieme il pescato nel porto di Andratx durante gli anni ’50 del XX secolo.
(Andratx AM, CFJCV-166)

2.5.h

Possiamo farlo? Lo stiamo già facendo da un bel po’!

Le Maiorchine occupate nel settore ittico sanno che non esistono mestieri “da uomo” e mestieri “da donna”. La Herstory marittima di Maiorca ci dice che le donne non solo “possono farlo”, ma anche che “lo stanno già facendo da un bel po’”!!

Fig. 2.5.h.1 – Alcune donne trascinano a secco una piccola barca da pesca. L’illustrazione è ispirata da alcune testimonianze di storia orale rese dalle pescivendole di S’Estanyol de Migjorn.
(Abril Iriani, 2021)
Fig. 2.5.h.2 – La Comandante Olga Capote e suo marito Carlos Batle mentre lavorano assieme sul peschereccio Es Batlets al largo delle coste di Alcúdia.
(Ph. Ariana Domínguez, 2022)